è solo un'incapacità di dare

domenica 29 giugno 2008
sono sola. anche se mi incontri seduta ad una tavolata sorridente e rumorosa, sarò sola.
avevo delle amiche. una alla volta, mai tutte insieme. non riesco a gestire l'intimità poligama. e una alla volta le ho spinte al suicidio. sono difficile. pretenziosa. le voglio per me, le faccio soffrire.
una volta però ho incontrato una ragazza forte. mi ha voluta come amica, e sapeva gestirmi. o forse era solo più stronza delle altre. e allora l'ho uccisa. perchè di morire non ne aveva voglia. l'ho uccisa io, con le mie mani, a sorpresa, qualche giorno prima di Natale.
nonostante questo riesco ancora a sorridere. a fingere che tutto vada bene. anche se sono sola.
la bambina portata ad esempio per gli altri, quella con gli ottimi voti a scuola, quella che parlava poco, sempre educata, è incapace di gestire i rapporti con gli altri.
sopravvaluta se stessa, si guarda allo specchio e crede di essere migliore.
o forse ha solo paura.

dlin dlon: se odi la pubblicità non leggere questo post

sabato 28 giugno 2008
Quando non so cosa scrivere partecipo a concorsi tipo questo qui.
So che lo sponsor riceve così un sacco di visite e aumenta la sua visibilità a dismisura.
Ma chi se ne frega.
Non è la prima volta che cerco di vincere un IPhone e finchè mi se ne offre la possibilità io ci provo.
So che farei prima (e meglio ) andandomelo a comprare, ma volete mettere la soddisfazione?
Inutile recriminare che non vinco mai nulla se non partecipo.
Se vuoi partecipare anche tu che passi di qui, clicca il bottoncino, usa il mio codice 299871604, che magari a vincere siamo in due.


banner per la sponsorizzazione

nostalgia, nostalgia canaglia

mercoledì 25 giugno 2008


La nostalgia è un sentimento sciocco quanto inutile: ci fa desiderare cose che non abbiamo, e spesso, non possiamo più ottenere, falsando il passato facendolo apparire ai nostri occhi migliore di quello che è stato, impedendoci di vivere serenamente il presente bloccati in una specie di gap spazio-temporale.
Io della nostalgia sono un'esperta: sempre a rimpiangere i tempi che furono con conseguente gonfiamento delle protuberanze altrui.
Stavolta il merito di poter parlare del passato va però a lui e al suo post in cui parla di un mega archivio internet capace di mantenere in memoria anche pagine web cancellate. Si chiama Internet Archive: Wayback Machine. Una specie di macchina del tempo.
E io ci ho provato: ho digitato nella casella di ricerca www.bloggers.it/nointerinal e adesso posso mostrare le prove dell'esistenza del mio primo blog cancellato per incapacità di gestire gli interventi esterni. In sostanza: due visitatori mi accusarono di essere una specie di megera, dedita alla tratta degli schiavi e nella mia profonda sensibilità cancellai tutto, con sommo dispiacere mio (postumo) e del mio caro amico (quickly) che aveva ispirato l'idea.
Peccato non avere su questo portatile Linux e il suo fantastico screenshot per poter conservare anche fra queste pagine almeno la sua foto.
Leggendomi devo ammettere che nel 2004 ero proprio nel baratro più profondo in cui lo stress da lavoro può trascinare un'ignara neo-laureata alla sua prima esperienza lavorativa. Quello che un anno e mezzo dopo mi ha fatto lasciare la scrivania pulita e in ordine, il computer acceso ma con tutti gli applicativi chiusi, le incombenze della giornata svolte ogn'una con il suo post-it in cui spiegava cos'era e a cosa serviva. Mi ha fatto alzare dalla sedia, mettere il cappotto con gesti freddi e misurati, dire alla mia collega che uscivo a prendere un attimo un caffè, e 700 metri dopo in un paesaggio polare, sotto una bufera di neve, comunicare alla mia capa, dal mio cellulare, che davo le dimissioni. Che non sarei più tornata in quell'ufficio, che sarei tornata il giorno dopo solo a prendere le mie cose, e che il mese di preavviso lo passavo in ferie. Tutte quelle che non ero riuscita a fare incastrata in quella multinazionale olandese del cazzo.
Che soddisfazione. Una delle migliori della mia vita.

Shopaholic


In Emilia Romagna i saldi iniziano il 5 luglio.

Lo stipendio me lo pagano il 10.

Ho un grosso problema da gestire.

Si accettano consigli.

E diamo la colpa al caldo

martedì 24 giugno 2008

Marlene: un caffè, macchiato freddo, grazie
Barista: il latte lo metto nella lattiera a forma di mucca ... ma solo se mi fai il verso della mucca
Marlene: io sono brava solo a fare la pecorella
Barista: ...

giuro, mi escono dalla bocca senza passare dal buon senso. non lo faccio con malizia, me ne accorgo solo dopo ... dalla faccia che fa il mio interlocutore. arrossisco anche, perchè il mio cervello partorisce queste perle senza avvisarmi.

E venne il giorno (2008)

lunedì 23 giugno 2008

Shyamalan ha confezionato un altro gioiellino cinematografico. A mio avviso è un regista capace di mescolare i generi più disparati confezionando prodotti difficili da etichettare.
Il film mi ha trasmesso inquietudine, un senso di ineluttabilità delle cose e del divenire. L'umanità alle prese con qualcosa che li uccide facendoli impazzire. All'inizio non si sa se è nell'aria, nel cibo o nell'acqua. Confusione e morte.
Succede nelle grandi città, dove ci sono molte (troppe) persone. La massa che si stermina per sua stessa mano. Una critica alle politiche delle multinazionali? Alle scelte di marketing che ci vogliono omologati e contenti?
Per sopravvivere bisogna scappare dai grandi agglomerati urbani, ridurre i gruppi in piccole unità, fino ad arrivare allo zero: novelli Adamo ed Eva che si salvano per garantire un futuro migliore alla bambina rimasta orfana.
I significanti in questa storia sarebbero tanti, forse troppi, ma riconducibili ad una sola unità: non siamo gli unici abitanti di questo pianeta e ne dovremmo tenere conto. La nostra condotta ci sta portando verso l'autodistruzione.
Dall'altra è una favola, nel senso più classico, e il finale ci insegna che dobbiamo rimanere sempre vigili con gli occhi ben aperti.

Notte prima degli esami

mercoledì 18 giugno 2008

E' difficile spiegare quanto vorrei essere in un'aula scolastica a sostenere l'esame di stato.

Italia - Francia : i pancake

martedì 17 giugno 2008
Lo so da me che è la metà di giugno e fra poco potrei rischiare di mettermi il costume.
E so anche che ho faticato tanto per perdere peso, e sto scoprendo a mie spese che la parte difficile viene dopo: cioè mantenere la linea.
Ma se c'è una cosa che mi piace, mi rilassa e mi riesce bene è cucinare. E spesso sperimento.
Stasera è toccato ai pancake, perche la partita non ce la faccio proprio a vederla.

Fingere fingere fingere

giovedì 12 giugno 2008

Oggi sono di nuovo in viaggio. Destinazione: casa.
Mi aspettano tre giorni difficili.
L'occasione che mi richiama al focolare domestico è il battesimo dell'ultima arrivata, la nipotina di cui io sarò madrina.
Partendo dal presupposto che io sono cattolica come un turco musulmano (dalla definizione del mio fratellino), la cosa più spaventosa sarà il ricevimento.
Per l'occasione ci saranno tutti i parenti per almeno tre generazioni prima e dopo di me. Sarò al centro di sguardi e commenti. Causa il fatto che non mi vedono per mesi, qualcuno anche per anni. E tutti mi faranno la solita domanda: e tu? quando ti sposi?
Fino a qualche anno fa si fermavano qui. Adesso hanno un nuova curiosità da tenere a bada: ti stai facendo grande, dopo non è troppo tardi per avere un bambino?
Notare l'uso del tempo gerundio: l'inesorabile tempo che passa lasciandomi sola e sterile a piangere sul tempo che fu.
Non posso raccontargli la verità. Non la capirebbero. Loro non sanno che esiste la possibilità di vivere senza che la propria vita sia scandita dai 7 sacramenti dettati dalla chiesa. Ed è ugualmente bellissima.

Adolf è tornato a casa

mercoledì 11 giugno 2008


Sorrido. Finalmente sola nel nuovo ufficio. Tutti i giorni alle 16 Adolf se ne torna a casa a tormentare con la sua logica ferrea e con i suoi atteggiamenti da piattola i suoi familiari.
Sorrido perchè so che non posso farci nulla. A parte la sua età e la sua anzianità di servizio, non posso competere semplicemente perchè lei non ascolta, se non il suono monotono e sfribrante della sua voce.
Lei è "dalla parte dei bottoni", frase di cui si compiace e che ripete come un mantra a mezza voce per convincersi della giustezza delle sue azioni.
Ho imparato che quando chiede la mia opinione è solo per rafforzare la sua, quindi diversa dalla mia, quindi giusta, e soprattutto se il dubbio permane, chiede a terzi. Se danno ragione a lei spiattella con aria di superiorità, se ha torto racconta con superiorità di cose che cambiano senza che lei riesca a starci dietro perchè oberata da troppo lavoro. Adolf non ha mai torto.
Ci tiene spesso a ribadire che gli extracomunitari dovrebbero starsene a casa loro. Punto. Senza appello. Senza se e senza ma. Ma anche i meridionali, anche a me ha chiesto perchè non mi sono cercata lavoro a casa mia. Se sbaglio ho oltre all'ignoranza tipica dei giovani, anche l'aggravante della pochezza intellettuale dei meridionali. Adolf è settentrionale, fiera di esserlo, ma guai a rinfacciarglielo per sottolineare una sua certa rigidità mentale che le preclude qualsiasi novità che potrebbe destabilizzarla. Adolf sta bene nella sua cuccia calda.
Adolf è contenta del taglio dell'ICI: chi se frega che la maggior parte delle persone più povere son povere e quindi non posseggono una casa. A lei va benissimo perchè avendone tre risparmia finalmente un po' di soldi, lei che paga già tante tasse.
Adolf è anche contenta che finalmente non le spieranno più le telefonate. Perchè noi poveri cittadini dobbiamo essere tutelati da quei cattivoni che ascoltano le telefonate alla mamma, all'amica o (che so) all'amante. Perchè è di rilevanza nazionale sapere gli inciuci di quartiere, o ascoltarla mentre chiede al figlio cosa ha mangiato oggi e che no, oggi proprio non è riuscita ad andare in bagno.
Adolf crede a tutto quello che le dicono. Tranne a me. Sporca meridionale, che viene a rubare il lavoro a tanta volenterosa gente del nord, che vivo in condizioni precarie, incapace di scegliere uno stile di vita produttivo.
Mica come lei.

Il mio vicino di casa è un vampiro

sabato 7 giugno 2008

Abito in questo appartamento da 5 anni, e non sono una di quelle che spia il vicinato da dietro le tende. Un po’ perché raramente sono a casa un tempo sufficiente a capire le dinamiche che accadono nel condominio dove abito. Anzi: credo di non conoscere neanche tutti quelli che ci abitano nonostante ci siano solo 16 appartamenti. Un po’ perché non mi piace quando si interessano a me, di conseguenza cerco di non impicciarmi della vita altrui.

Però non posso fare a meno di guardare la vita che passa negli otto balconi che ho di fronte. E' impossibile non buttare l'occhio su quello che accade. Sul balcone ci esco per pulire la lettiera del gatto, per rientrare le piantine che ho messo fuori la mattina prima di andare al lavoro, sul balcone ho la cyclette dove ogni tanto faccio finta di tenermi in forma, e il panorama oltre le siepi dei giardini sono appunto gli otto balconi degli altrettanti appartamenti che ho di fronte.

Al piano terra due giovani ragazzi che vivono soli, ogn’uno nel suo appartamento. Non mi sembra si conoscano o si frequentino. All’ultimo piano tendoni sempre calati, zero forme di vita.

Un piano più sotto a sinistra una giovane coppia che ci abita da circa un mese, a destra una coppia più anziana con gatto, con cui il mio tenta un approccio shakespeariano miagolando sommessamente appena rientra nel suo campo visivo.

E poi i balconi più interessanti, quelli del secondo piano. A destra una single o divorziata, spesso sola con figlio adolescente, ma anche accompagnata. Indimenticabile lo show di lei in kimono che fotografa un ragazzetto a torso nudo sul balcone e ridendosela, scappano dentro come due quindicenni fidanzatini.

E infine il balcone di sinistra. Quando hanno fatto i lavori di ristrutturazione un tre anni fa, neanche mi ero accorta che qualcuno alla fine ci era andato a vivere. Ma guardando più attentamente in mezzo ai buchetti delle persiane serrate si intravedeva la sagoma della lampadina. E finché si è in inverno la cosa può anche passare inosservata. Ma quando è estate la cosa è grottesca. In questa primavera particolarmente piovosa quello che pensavo fosse una mia strana impressione da vicina pettegola e impicciona, è esploso nella sua evidenza: quando c’è anche un solo raggio di luce le finestre e il balcone sono chiusi e le serrande completamente abbassate, quando incomincia a piovere tirano giù le zanzariere e spalancano tutto.

Ho sempre fatto delle considerazioni ironiche sul fatto che in pieno luglio tenessero la luce accesa in pieno giorno, standosene al buio, ma la cosa comincia veramente ad inquietarmi.

sapevo che prima o poi sarebbe successo

giovedì 5 giugno 2008
di essere apprezzata non solo per come sono ma anche per come appaio



a volte si perde tanto tempo a guardare la vita degli altri che ci si dimentica di vivere la propria

mercoledì 4 giugno 2008



















considerazione sull'invidia