La cosa più bella del mio nuovo lavoro è che ho imparato a guidare.
Sono una che ha preso la patente a 24 anni, che l'esame di teoria lo ha superato ad occhi chiusi, ma che ha ripetuto l'esame di guida.
Salgo in macchina, un po' nervosa, ma sicura di farcela. Tenuta di strada: buona. Parcheggio: sufficiente, ma niente danni. Poi in una strada un po' stretta l'esaminatore mi chiede una inversione ad U. Io volevo farla da manuale: in tre mosse. Sterzo tutto a sinistra, prima, freno, ok, vado, vado, piano e ... CRAC Paraurti anteriore che striscia sul marciapiede basso. Lacrime agli occhi, guance in fiamme, l'onta di tornare sul sedile passeggero con la macchian guidata dall'istruttore.
Il mio rapporto con la 4 ruote non si è mai sviluppato, è rimasto sempre lì, in forma embrionale. Piuttosto che guidare, sono diventata espertissima di mezzi pubblici: orari, coincidenze, prezzi e rivenditori dei biglietti. In alternativa mi piace farmi scarrozzare ovunque e da chiunque. E se solo posso: vado a piedi!
Questo, mi rendo conto solo ora, ha molto condizionato il mio rapporto con gli altri. Non ho mai avuto la macchina finchè non ho iniziato a lavorare. Quindi ero quella da andare a prendere, da riportare a casa, da accompagnare in qualsiasi posto e da andare poi a prendere. E finchè si trattava di maschietti...
Ora faccio come minimo 45 KM al giorno, e con qualsiasi tempo atmosferico.
Ho mantenuto la buona abitudine ad andare a piedi se il posto è ragionevolmente vicino, e ancora mi piace il viaggio inteso come momento di contemplazione, quindi con me che non guido ma mi godo tutto il paesaggio seduta comodamente al lato passeggero di una macchina o sul sedile di un qualsiasi mezzo pubblico.
Però ora non ho più scuse se piove o se sono lontana: ho conquistato insieme al mio nuovo lavoro un altro pezzetto di indipendenza.
Sono una che ha preso la patente a 24 anni, che l'esame di teoria lo ha superato ad occhi chiusi, ma che ha ripetuto l'esame di guida.
Salgo in macchina, un po' nervosa, ma sicura di farcela. Tenuta di strada: buona. Parcheggio: sufficiente, ma niente danni. Poi in una strada un po' stretta l'esaminatore mi chiede una inversione ad U. Io volevo farla da manuale: in tre mosse. Sterzo tutto a sinistra, prima, freno, ok, vado, vado, piano e ... CRAC Paraurti anteriore che striscia sul marciapiede basso. Lacrime agli occhi, guance in fiamme, l'onta di tornare sul sedile passeggero con la macchian guidata dall'istruttore.
Il mio rapporto con la 4 ruote non si è mai sviluppato, è rimasto sempre lì, in forma embrionale. Piuttosto che guidare, sono diventata espertissima di mezzi pubblici: orari, coincidenze, prezzi e rivenditori dei biglietti. In alternativa mi piace farmi scarrozzare ovunque e da chiunque. E se solo posso: vado a piedi!
Questo, mi rendo conto solo ora, ha molto condizionato il mio rapporto con gli altri. Non ho mai avuto la macchina finchè non ho iniziato a lavorare. Quindi ero quella da andare a prendere, da riportare a casa, da accompagnare in qualsiasi posto e da andare poi a prendere. E finchè si trattava di maschietti...
Ora faccio come minimo 45 KM al giorno, e con qualsiasi tempo atmosferico.
Ho mantenuto la buona abitudine ad andare a piedi se il posto è ragionevolmente vicino, e ancora mi piace il viaggio inteso come momento di contemplazione, quindi con me che non guido ma mi godo tutto il paesaggio seduta comodamente al lato passeggero di una macchina o sul sedile di un qualsiasi mezzo pubblico.
Però ora non ho più scuse se piove o se sono lontana: ho conquistato insieme al mio nuovo lavoro un altro pezzetto di indipendenza.


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