
valigia pronta in corridoio.
gatto che smiagola perché non vuole partire.
chilometri da macinare sperando di non trovare traffico.
dimentico sempre qualcosa.
lo spazzolino. il carica i-pod. una volta ho dimenticato di portare le mutande.
dicono che chi dimentica un oggetto in una casa è perchè dentro, in fondo in fondo a se stesso, vuole essere sicuro di avere una scusa per poter tornare.
mi innervosisco come se dovessi andare a sostenere un'esame invece che tornare a casa da mamma e papà.
in teoria il posto dove poter essere se stessi, in pratica il teatro per eccellenza.
aspetto un Oscar a breve.
vi invito tutti alla mia premiazione come miglior attrice protagonista e sceneggiatrice dei giorni più impegnativi da superare.


3 commenti:
nebbia, autostrada, genitori e parenti che aspettano che tu vada a trovarli. Anch'io sotto le feste vivo questo momento con un certo disagio, mentre vorrei anche riposarmi e cazzeggiare come si deve, ma penso che forse loro non aspettano altro... e che non hanno altro che la nostra compagnia per ormai pochi momenti. L'altro problema e' tornare e rivedere amici magari per poche ore e non riuscire a raccontarsi tutto, e non avere sempre voglia di farlo... e comunque non in un periodo prestabilito.
Ogni Natale va in scena,come richiede la tradizione,"La Cantata dei Pastori".Si recita il copione,si interpreta la finzione,si spera nell'applauso.Poi si chiude il sipario e si ritorna alla propria casa,giurandosi,per il prossimo anno,un Natale diverso.Proposito che puntualmente evaporerà,al termine dell'anno successivo.
ehi tranquilla...a nessuno piace tornare a casa... specialmente quando altrove si sta meglio..ma se me lo dicevi prima cercavo l'oscar...a stasera.
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